Hossein Fayaz

 

 

Il manuale dei tappeti

 

"Manuale pratico per l’acquisto e la manutenzione dei tappeti orientali"

 

 

 

 

 

 

 

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                                    Manuale pratico per l’acquisto e la manutenzione dei tappeti orientali

La domanda più frequente che un acquirente si pone, di fronte ad un tappeto orientale è: “Come posso essere certo che sto trattando un tappeto originale (e perciò annodato a mano), e non ho di fronte una ben riuscita imitazione fatta a macchina?”

In questa guida tenterò di darvi una serie di consigli utili proprio per non andare incontro a sorprese sgradevoli.

Vi spiegherò innanzitutto come si annoda un tappeto, quali sono le sue caratteristiche ed i “difetti” dovuti alla manifattura a mano, come lo si deve trattare per conservarlo “integro” come al momento dell’acquisto, e infine vedremo dove vi conviene acquistare per essere certi di aver speso bene i vostri soldi.

 

Hossein Fayaz è nato a Kashmar (Iran) nel 1943. Nel novembre 1967 è giunto in Italia per studio. Attualmente vive in provincia di Rimini. Dal 1972 svolge la propria attività nel settore del commercio di tappeti orientali a Pesaro e in provincia di Rimini. Dal novembre 1981 è iscritto all’albo dei Periti ed Esperti di Arazzi e Tappeti Nazionali ed Esteri istituito presso la Camera di Commercio I.A.A.. Nel 1981 ha terminato la stesura del libro "Il Tappeto Persiano: cultura e società orientale a casa" in lingua italiana. È autore di molti libri ed articoli in lingua italiana e persiana (farsi).

 

Ebook de “Il manuale dei tappeti " è stato pubblicato dal Google Play e Books Google (Google Libri). Si può visionarlo cliccando sul seguente Link: https://play.google.com/store/search?q=il%20manuale%20dei%20tappeti&c=books&hl=it

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Autore: Hossein Fayaz - Editore Fayaz - Stampa e distribuzione: Gruppo Editoriale L'Espresso S.P.A., Roma

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Sommario

 

5

PRIMA PARTE

Premessa

7

Ringraziamenti

 

9

Capitolo     I

Il tappeto annodato a mano e il tappeto industriale

11

Capitolo    II

I pregi e le caratteristiche del tappeto persiano ed orientale

17

Capitolo   III

Quali sono i difetti in un tappeto orientale

27

Capitolo    IV

Riparazione dei tappeti orientali

45

Capitolo     V

I nemici dei tappeti orientali

47

Capitolo    VI

Pulitura e manutenzione del tappeto

51

Capitolo   VII

Restauro di tappeti orientali

63

Capitolo  VIII

Acquisto e commercializzazione

69

SECONDA PARTE

Glossario: a b c del tappeto orientale. 75 pagine e 409 vocaboli, luoghi, città, popolazioni sedentarie e nomadi produttori di tappeti.

89

TERZA PARTE

Bibliografia ragionata

167

QUARTA PARTE

Immagini e loro descrizioni, tappeti, motivi, laboratorio, telaio, riparazione, restauro, strumenti, mappe geografiche dell’Iran e dell’Asia.

177

QUINTA PAR.

Indice analitico

333

 

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Note:

 

PRIMA PARTE

 

 PRESENTAZIONE

 

 <<Sino a non molto tempo fa il tappeto orientale, al pari dei gioielli, era il sogno proibito di quasi tutte le donne, un oggetto dal prezzo elevato che al massimo si poteva ammirare nei film, sulle riviste, nelle fotografie scattate in casa di personaggi famosi.

Oggi, per nostra fortuna, i prezzi sono molto più accessibili e il tappeto sta diventando un bene disponibile per un numero crescente di famiglie.

L’aumento della domanda però porta con sé anche i problemi legati alla contraffazione del prodotto e sempre più spesso persone di pochi scrupoli mettono in circolazione tappeti prodotti in serie all’industria, spacciandoli per autentici.

Logicamente la maggiore preoccupazione di ogni acquirente, di fronte a un tappeto orientale, verte su un unico problema: “Come posso essere certo che sto trattando un tappeto originale (e perciò annodato a mano) e non ho di fronte una ben riuscita imitazione fatta a macchina?”

In questa breve guida proverò a darvi una serie di consigli utili proprio per non andare incontro a sorprese sgradevoli.

Vi spiegherò innanzitutto come si annoda un tappeto, poi quali sono le sue caratteristiche e i “difetti” dovuti alla manifattura a mano; in seguito come lo si deve trattare per conservarlo “integro” come al momento dell’acquisto. Infine vedremo dove vi conviene acquistare per essere certi di aver speso bene i vostri soldi.

Il glossario di tappeti orientali, probabilmente è il più completo in lingua italiana. È l’ a b c del tappeto orientale, composto di 75 pagine e 409 vocaboli, luoghi, città, popolazioni sedentarie e nomadi, che vi aiuterà a trovare una risposta per ogni vostra curiosità.

La bibliografia ragionata elenca dettagliatamente i più importanti libri pubblicati sui tappeti orientali nelle lingue: italiano, persiano (farsi), inglese, tedesco e francese.

Le 111 immagini a colori e le loro dettagliate descrizioni (perizia, expertise) rappresentano i più importanti e significativi tappeti nuovi, vecchi ed antichi persiani ed orientali. Alcune immagini sono dedicate a mostrare il telaio, il laboratorio artigianale, gli strumenti necessari, le fasi del restauro, della riparazione del tappeto e le mappe dei centri di produzione. Inoltre XIV foto fuori testo completano le fasi di scelta, lavaggio e restauro dei tappeti a Tehran.

 

Proprietà Letteraria Riservata Copyright © 2008 Hossein Fayaz Torshizi

 

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CAPITOLO I

 

Il tappeto annodato a mano e il tappeto industriale.

 

 

Vediamo brevemente come si tesse un tappeto: innanzitutto occorre un telaio, che può essere di tipo orizzontale o verticale.

Sul telaio si distendono tanti fili longitudinali per quanta deve essere la larghezza del tappeto; questi fili prendono il nome di ordito.

Tra i fili dell’ordito si fa passare avanti e indietro, questa volta in senso trasversale, un filo che prende il nome di trama. Poiché i fili dell’ordito sono disposti alternativamente verso il basso e verso l’alto, quando è passato il filo della trama si inverte la posizione dei fili, che la imprigioneranno formando il tessuto.

Sui singoli fili il tessitore di tappeti annoderà ora i fili colorati che debbono formare il disegno, e così prende vita, fila dopo fila, il disegno programmato, e quindi il tappeto.

 Il telaio orizzontale è sempre stato usato (e ancora oggi continua ad esserlo) dai nomadi e dalle popolazioni ad organizzazione tribale, che da alcuni decenni ormai risiedono nei villaggi delle aree rurali.

Questi individui vivono tuttora sotto le tende (o comunque in case di campagna molto piccole), in uno spazio ristretto nel quale mangiano, dormono e lavorano; quindi hanno la necessità di usare un telaio piccolo, di solito lungo all’incirca 1,5-2 metri e largo 1 metro.

Con questo telaio i nomadi tessono il tappeto da preghiera (sejjadeh), sul quale è intessuto il motivo di un mehrab [1] e viene disteso sul pavimento e orientato verso la Città Santa (Mecca) per effettuare le preghiere giornaliere. Ha quindi un solo verso e mostra un disegno geometrico, che può cambiare a seconda dell’artigiano che lo esegue; tuttavia quasi tutti i disegni preghiera rappresentano l’arco (ivan) e l’altare (Mehrab), cioè il posto riservato a chi guida la preghiera (Imam) nella moschea.

In genere i tappeti dei nomadi sono caratteristici e belli, anche se le tinte non sono varie; vengono usati principalmente quattro o cinque colori, cioè quelli che sono presenti nell’ambiente in cui vive il nomade. Altro carattere dei tappeti dei nomadi sono i nodi piuttosto grossi.

Ancora oggi si producono  tappeti con questo metodo rudimentale, non solo sotto le tende, ma anche nelle case delle aree rurali.

Esistono molti accorgimenti per riuscire a  distinguere un buon tappeto, un vero tappeto persiano, un tappeto orientale.

Un indicativo importante è il disegno: nei tappeti annodati a mano deve essere più nitido al rovescio che nella parte superiore (detta vello), e questo perché al rovescio vedete i fili dei nodi che girano attorno all’ordito e vi mostrano un disegno chiaro, mentre sul vello i fili annodati escono con le due estremità, e voi vedrete il disegno più sfumato.

Altro semplice segno di distinzione è la precisione del tessuto: tutti i tappeti prodotti a macchina sono diritti, precisi, perché sono preparati da un rotolo che scorre sul telaio meccanico, e quindi non presenta imperfezioni e “sbavature”; nel tappeto fatto a mano invece i bordi e le misure non sono regolari, e ciò per vari motivi.

Innanzitutto a causa del tempo che occorre per la lavorazione; ad esempio, nel caso di un tappeto di 2,5 x 1,5 metri di qualità Kāshmar, 30 nodi al greh [2], dovete immaginare che l’artigiano annoda 30 fili colorati su 6,25 centimetri di ordito, ovvero 230.400 nodi al metro quadrato. Per terminare il tappeto gli occorreranno circa sei mesi, e per tutto questo tempo il manufatto rimane appeso sul telaio, e spesso viene lavorato da mani diverse; e ciò può determinare un cambiamento nella grossezza dei nodi, l’infittimento degli stessi, e quindi può accadere che un tappeto inizialmente largo si restringa poi, impercettibilmente, durante la lavorazione.

Prima di essere commercializzato il tappeto ha inoltre bisogno di un lavaggio accurato, perché l’ordito è rimasto per mesi sul telaio, è stato toccato e lavorato da molte mani, spesso sudate; e durante l’operazione di lavaggio il cotone, per sua natura, si ritira, e perciò i bordi e la misura del tappeto possono risultare piuttosto irregolari.

Per esempio i bellissimi tappeti persiani Ardebil, prodotti nell’Azerbaigian, sono assolutamente irregolari sia per le caratteristiche proprie del telaio, sia per il restringimento del cotone usato nell’ordito e nella trama.

Attenzione, però, perché l’irregolarità non è sempre indice di maggior valore: il tappeto deve essere il più regolare possibile, senza tuttavia raggiungere la perfezione assoluta, altrimenti si può sospettare che è stato fatto a macchina.

Le irregolarità del disegno costituiscono una caratteristica fondamentale del tappeto tessuto a mano; se, ad esempio, state valutando un tappeto con un motivo di fiori, vi accorgerete che lo stesso fiore non è mai identico sui due lati, perché può essere disegnato con precisione sul cartone ma non può essere realizzato assolutamente uguale sul telaio.

Continua .......                               Proprietà Letteraria Riservata Copyright © 2008 Hossein Fayaz Torshizi

SECONDA PARTE

 

 Glossario

 

a b c del tappeto orientale

 

 

ABADEH – Importante città Iraniana situata nella regione di Fars sulla strada che porta a Shiraz da Isfahan, dove vivono molti nomadi Qashqai sedentarizzati. I tappeti di Abadeh hanno motivi geometrici minuti, spesso su fondo rosso o avorio; è famoso il disegno hebatlu, caratterizzato da un medaglione centrale piccolo ripreso ai cantonali. I tappeti di Abadeh  degli anni Cinquanta avevano spesso i disegni zellol sultan e gol hanai. Con i loro disegni geometrici, piccole dimensioni, ordito e trama in cotone, poche e vivaci tinte, esprimono egregiamente il passaggio dal tappeto tribale (Qashqai) a quello del villaggio. 

ABRASH – Si tratta di variazioni di tonalità all'interno di un medesimo colore, causate dalla difficoltà di ottenere la stessa formula e tinta effettuata con bagni e tempi diversi. Potrebbe rappresentare anche l’inizio del processo di decolorazione in alcuni colori labili o semi labili. Può essere causato anche dagli errori commessi nelle varie fasi della tinteggiatura della matassa di lana. Questo fenomeno si verifica spesso nell’uso dell’indaco naturale o chimico per l’ottenimento delle varie tonalità di azzurro e turchese, dovuto a una non corretta ossigenazione delle matasse di lana nella fase di asciugatura. Talvolta vi si ricorre artificialmente per vivacizzare una campitura ritenuta monotona. In sostanza indica la tinteggiatura manuale delle lane che formano il vello del tappeto. La presenza degli abrash nel disegno di un tappeto, purché sia di modeste dimensioni, da alcuni esperti è considerata un pregio.

ACHEMENIDI – Dinastia originaria della Persia che ha regnato dal VI al IV secolo a.C. Tra i più noti Re si ricordano Ciro il Grande, Dario e Serse.

ADLER – Termine tedesco che significa “aquila”. Vengono chiamati Kazak Adler alcuni tappeti caucasici prodotti maggiormente in Armenia e destinati per lo più al mercato tedesco. Il vocabolo Adler in particolar modo si riferisce ai loro medaglioni, che ricordano le aquile araldiche. Gli esemplari vecchi ed antichi di Kazak Adler sono molto ricercati dagli antiquari.

ADRASKAND - Città a sud di Herat (Afghanistan nord-occidentale) di lingua persiana, che raccoglie i tappeti di numerose tribù Baluci insediate nei dintorni, decorati spesso di palmette stilizzate.

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TERZA PARTE

 

Bibliografia ragionata

 

In italiano

 

BORALEVI Alberto, SUMAKH, Tappeti tessuti del Caucaso, Karta Sas, Firenze, 1986. Scritto da un competente mercante e conoscitore di tappeti orientali.  Composto in tre sezioni: brevi note tecniche sulla costruzione dei tappeti Sumakh di Roberto Faccioli, una proposta per la classificazione dei tappeti Sumakh ed infine un ricco catalogo fotografico dei Sumakh Caucasici. 

CURATOLA Giovanni, Tappeti, Arnoldo Mondatori Editore, Milano, 1981. E’ un ottimo libro sui tappeti orientali. Ottima classificazione di tappeti orientali secondo il loro luogo di provenienza, con un ricco catalogo fotografico di tappeti floreali ed in particolar modo di disegni e motivi geometrici dei tappeti caucasici e dell’Asia centrale. 

ESKENAZl John J., L'arte del tappeto orientale, Milano, 1983. Molto preciso, scritto da un competente mercante di tappeti antichi. Ristampa riveduta ed aggiornata: Allemandi & C., Torino, 1990.

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QUARTA PARTE

 

Immagini

e loro descrizioni, tappeti, laboratorio, telaio, riparazione, restauro e strumenti

17 - Kashan vecchio, Iran Centrale, tappeto a decorazione floreale. Datazione: fine prima meta del XX° secolo. Dimensioni: 216 X 134 cm..

Caratteristiche tecniche. Ordito: cotone. Trama: cotone. Vello: lana. Nodo: asimmetrico. Annodatura: fine, 3.600 nodi/dm. Orlo: tondo. Colori: Fondo rosso antico, fascia principale della bordura blu scuro. Altre tinte: avorio, blu chiaro (azzurro), rosa, marrone scuro e chiaro.

Iconografia. Disegno: floreale, medaglione centrale sul campo liscio a fondo rosso “copertina del Corano”  con quattro cantonali rappresentati da un quarto di medaglione, bordura “Shah Abbasi”. Firmato sul bianco del tricolore iraniano: Kashan Asad Dastmalci al centro della cornice esterna in parte alta del tappeto.

 


 

18 - Kashmar Fayaz, Iran Nord orientale, firmato Fayaz e numerato 684 realizzato nel laboratorio Farsh Reza, tappeto a decorazione floreale. Datazione: 1995. Dimensioni: 156 X 102 cm.

Caratteristiche tecniche. Ordito: cotone. Trama: cotone. Vello: lana e seta. Nodo: asimmetrico. Annodatura: fine, 3.600 nodi/dm². Orlo: tondo. Colori: completamente naturali (vegetali ed animali), fondo rosa dorato, fascia principale della bordura rosso. Altre tinte: avorio, turchese,verde, nocciola, marrone chiaro e scuro, blu chiaro e scuro, rosa, oro, zafferano e bordeaux.

Iconografia. Disegno: floreale, figurativo; motivo del campo: pavone sull'albero fiorito da un arazzo indocinese (Hanoi) inizio 1900; bordura: floreale, decorato con il motivo Sciah Abbasi di un' Esfahan (Isfahan) anni Settanta. Firmato nelle cornici esterne in due lingue farsi ed inglese: Planner & Producer: Hossein - Fayaz Torshizi - Kashmar - Iran 1995 - 100-4, disegnato dal maestro Abdol Karim - Javadi.


 

14 - Ferahan antico, Iran Nord occidentale, tappeto a decorazione floreale. Datazione: fine XIX secolo. Dimensioni: 512 X 240 cm..

Caratteristiche tecniche. Ordito: cotone. Trama: cotone. Vello: lana. Nodo: asimmetrico. Annodatura: buona, 2.500 nodi/dm². Orlo: tondo. Colori: Fondo blu scuro, fascia principale della bordura rosso antico. Altre tinte: avorio, blu scuro, rosa, ruggine, marrone scuro e chiaro e nocciola.

Iconografia. Disegno:  floreale, senza medaglione centrale, decorato come un campo fiorito con motivo herati (una rosetta centrale con due foglie attorno), bordura con due cornici interna ed esterna ed una ampia fascia centrale a sua volta decorata con il motivo tulipano al centro e due mazzi di fiori nei lati (Laleh va Daste Golha) in fila.


 

53 - Quchan, Kurdo, Iran, Iran Nord orientale, tappeto a disegno geometrico e fantasia. Tappeto realizzato dalla tribù curda Chameshgazag migrata nel sedicesimo secolo dal Caucaso. Datazione: 1980 circa. Dimensioni: 180 X 124 cm.

Caratteristiche tecniche. Ordito: lana. Trama: lana. Vello: lana di pecora. Bordo: lana di pecora. Nodo: asimmetrico. Annodatura: molto fine, 6.400 nodi/dm². Orlo: tondo. Colori: Fondo blu scuro , fascia principale della bordura avorio. Stato di conservazione: ottimo. Iconografia. Disegno: geometrico caucasico, i draghi (gli S) decorati con le papere. Bordura geometrica a forma di cinque greche ripetute.

 


 

66 – Il restauro della cimosa, di un Kashmar firmato Fayaz (Iran), giugno 2003, Morciano di Romagna. In primo piano si vedono gli attrezzi: il filo e l’ago, le forbici, le pinze, la cera d’api adatta ad ungere il filo e l’ago per facilitare la cucitura ed il rotolo di filo ritorto di cotone.

 


 

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QUINTA PARTE

Indice analitico

 

Capitolo

Contenuto

Pag.

SOMMARIO

 

     5

Prima parte

Premessa

7

Ringraziamenti

 

9

Capitolo I

Il tappeto annodato a mano e il tappeto industriale

11

Capitolo II

I pregi e le caratteristiche del tappeto persiano ed orientale

17

 

I nodi

17

 

I colori

19

 

Il disegno

20

 

I materiali

21

 

Il luogo di provenienza

22

 

Gli stilisti del tappeto

23

 

L’età del tappeto

25

 

Conclusioni

26

Capitolo III

Quali sono i difetti in un tappeto orientale?

27

 

Difetti del disegno

27

 

Annodatura errata

30

 

Tiratura non sufficiente dei punti dei nodi

32

 

Cambio del tessitore

32

 

Leggerezza eccessiva del tappeto

33

 

Sollevamento o schiacciamento

33

 

Curva a forma di scimitarra sul lato delle frange

34

 

Rotture

35

 

Bordi storti

35

 

Asimmetria dei lati lunghi

36

 

Asimmetria dei lati corti

37

 

Tosatura irregolare

37

 

Interruzioni dei disegni

38

 

Righe verticali, oblique e punti bianchi

38

 

Spostamento del medaglione centrale

38

 

Arrotolamento del bordo

39

 

Sporgenze e rughe del vello

40

 

Un angolo più lungo

41

 

Rotture non restaurabili

41

 

Spaccature, cedimenti

42

 

Irregolarità nelle tinte

42

Capitolo IV

Riparazione dei tappeti orientali

45

 

Catenella a doppio nodo alle frange

45

 

Applicazione del cuoio ai bordi del tappeto

45

Capitolo V

I nemici dei tappeti orientali

47

 

I funghi e altri esseri microscopici

47

 

Tarme

48

 

Aria

49

 

Sole

49

 

Luce

49

Capitolo VI

Pulitura e manutenzione del tappeto

51

 

Pulitura

51

 

Quando pulire il tappeto

52

 

Pulitura a mano

52

 

Cosa non dovete fare

54

 

Usura

55

 

Tarme

55

 

Umidità

56

 

Altri pericoli

56

 

Protuberanze e pieghe

56

 

Come si eliminano le macchie

57

 

Materiale per smacchiare

58

 

Come togliere le macchie più ricorrenti

58

 

Urina

58

 

Tè, caffè, bevande, dolci, alcool, gelati

59

 

Cioccolato, salse, lucido da scarpe

60

 

Sangue, uova,gelatina

60

 

Burro, grasso, unto e cera

61

Capitolo VII

Restauro di tappeti orientali

63

 

Attrezzi

63

 

Tappeti ciurucki

64

 

Frange

64

 

Kelim

65

 

Riparazione del kelim

66

 

Riparazione dei bordi

67

Capitolo VIII

Acquisto e commercializzazione

69

 

Le svendite di tappeti orientali

73

 

Collezionismo

75

 

Commercializzazione di tappeti orientali

75

 

Mercante locale

75

 

Empori

77

 

Grandi magazzini

78

 

Grossista

78

 

Aste

78

 

Aste internazionali

78

 

Aste nazionali

79

 

Certificato di garanzia

81

 

Come ci si comporta ad un’asta

81

 

L’acquisto per corrispondenza on-line via Internet

82

 

Come effettuare l’ordine

83

 

Riservatezza dei dati personali

84

 

Modalità di esercizio del diritto di recesso

86

 

Fornitore del bene richiesto e la ditta venditrice

86

 

Modalità di rimborso del corrispettivo

87

Seconda parte

Glossario: a b c del tappeto orientale. 75 pagine e 409 vocaboli, luoghi, città, popolazioni sedentarie e nomadi produttori di tappeti.

89

Terza parte

Bibliografia ragionata

167

 

In italiano

169

 

In persiano

171

 

In inglese

173

 

In tedesco

175

 

In francese

175

Quarta parte

Immagini e loro descrizioni, tappeti, laboratorio, telaio, riparazione, restauro e strumenti.

177

 

1- Hossein Fayaz, nel negozio della Ditta H&W Fayaz a Pesaro, settembre 1987.

168

 

2- Hossein Fayaz, laboratorio “Farsh Reza”, Kashmar, Iran, maggio 1988.

180

 

 

3- Hossein Fayaz, Ditta H&W Fayaz, Morciano di Romagna, dicembre 2002.

182

 

4- Laboratorio di famiglia Fayaz “Farsh Reza” a kashmar, Iran, maggio 1988.

184

 

5- La firma Fayaz sugli esemplari realizzati nel laboratorio “Farsh Reza”, Kashmar, Iran.

186

 

6- Il numero progressivo, nei tappeti “Farsh Reza”, Kashmar, Iran.

188

 

7- Il rovescio di due tappeti, a destra con Tak-Baft, a sinistra Jofti.

190

 

8- Ardebil, Iran, vecchio, 281 X 179 cm.

192

 

9- Ardebil, Iran, vecchio, 215 X 118 cm.

194

 

10- Birjand Davtalab darakhsh, Iran, vecchio, 206 X 131 cm.

196

 

11- Birjand “Amini”, Iran, vecchio, 285 X 197 cm.

198

 

12- Isfahan, Iran, vecchio, 240 X 158 cm.

200

 

13- Ferahan antico, Iran, 515 X 326 cm.

202

 

14- Ferahan antico, Iran, 512 X 240 cm.

204

 

15- Ferahan antico, Iran, 502 X 111 cm.

206

 

16- Ferahan vecchio, Iran, 298 X 165 cm.

208

 

17- Kashan vecchio, Iran, 216 X 134 cm.

210

 

18- Kashmar Fayaz, Iran, 156 X 102 cm.

212

 

19- Kashmar Fayaz, Iran, 288 X 195 cm.

214

 

20- Kashmar Fayaz, Iran, 185 X 127 cm.

216

 

21- Kashmar Fayaz, Iran, 160 X 100 cm.

218

 

22- Kashmar, Iran, 241 X 151 cm.

220

 

23- Kashmar, Fayaz, Iran, 220 X 132 cm.

222

 

24- Kashmar, Iran, zir khaki, 260 X 200 cm.

224

 

25- Kerman Ravar, Iran, vecchio, 285 X 185 cm.

226

 

26- Kashmar Fayaz, Iran, 288 X 195 cm.

228

 

27- Kerman Ravar, Iran, vecchio, 250 X 150 cm.

230

 

28- Nain fine vecchio, Iran, 195 X 125 cm.

232

 

29- Nain Tabas, Iran, 140 X 95 cm.

234

 

30- Nain, Iran, qualità extra fine 6 La, 180 X 119 cm.

236

 

31- Nain, Iran, qualità fine 9 La, 300 X 200 cm.

238

 

32- Nain Tabas, Iran, 262 X 152 cm.

240

 

33- Nain Tabas, Iran, 300 X 195 cm.

242

 

34- Nain Tabas, Iran, 200 X 205 cm.

244

 

35- Qum antico, Iran, 220 X 140 cm.

246

 

36- Qum vecchio, Iran, 171 X 108 cm.

248

 

37- Tabriz antico, Iran, 393 X 290 cm.

250

 

38- Tabriz, Iran, 302 X 197 cm.

252

 

39- Tabriz fine, Iran, 210 X 150 cm.

254

 

40- Tabriz, Iran, 200 X 150 cm.

256

 

41- Tabriz, Iran, 204 X 150 cm.

258

 

42- Tabriz, Iran, 212 X 147 cm.

260

 

43- Tabriz, Iran, 302 X 195 cm.

262

 

44- Tabriz, Iran, 56 X 41 cm.

264

 

45- Afgano, Torbat-e-Jam, Iran, 200 X 115 cm.

266

 

46- Afgano, Torbat-e-Jam, Iran, 200 X 115 cm.

268

 

47- Torbat-e-Heydarieh, Kalate, Baluch, , Iran 115 X 65 cm.

270

 

48- Torbat-e-Heydarieh, Sangan Baluch, Iran, 189 X 101 cm.

272

 

49- Torbat-e-Heydarieh, Qasem abadi Baluch, Iran, 176 X 98  cm.

274

 

50- Torbat-e-Heydarieh, Kalate Baluch, Iran, 88 X 74 cm.

276

 

51- Torbat-e-Heydarieh, Sangan Baluch, Iran, 150 X 95 cm.

278

 

52- Torbat-e-Jam, Baluch, Iran, 135 X 70 cm.

280

 

53- Quchan, Kurdo, Iran, 180 X 124 cm.

282

 

54- Gonbad-e-Qabus, Turcomanno, Iran, 192 X 134 cm.

284

 

55- Quchan, Kurdo, Iran, Sumaq, 157 X 111 cm.

286

 

56- Quchan, Kurdo, Sumaq, 136 X 84 cm.

288

 

57- Quchan, kurdo, Sofreh, 171 X 91   cm.

290

 

58- Hanoi antico, Vietnam, arazzo, 160 X 109 cm.

292

 

59- Hereke, Turchia, vecchio, 185 X 115 cm.

294

 

60- Bukhara, Pakistan, 175 X 130 cm.

296

 

61- Jaipur, India, 164 X 90 cm.

298

 

62- Srinagar (Srinegar), India, Kashmir, 153 X 94 cm.

300

 

63- Gli attrezzi del restauro e della riparazione di tappeti orientali.

302

 

64- L’applicazione del cuoio sul bordo di un Saruq (Iran).

303

 

65- L’applicazione della catenella a doppio nodo, sulle frange.

304

 

66 - Il restauro della cimosa, di un Kashmar Fayaz, (Iran).

305

 

67- Il restauro della cimosa di un Kashmar Fayaz (Iran).

306

 

 

 

68- Bordo botteh di Qum antico

69- Bordo floreale di Tabriz

70- Bordo katibe di Tabriz

308

 

71- Bordo herati di Afgano

72- Bordo herati di Ferahan

73- Bordo herati di Birjand

309

 

74- Bordo geometrico di Baluch

75- Bordo geometrico di turcomanno

310

 

76- Bordo geometrico di Bukhara Pakistan

77- Bordo naturalistico a “caccia” di Baluch

311

 

78- Bordo naturalistico a “caccia” di Qum antico

79- Bordo Shah Abbasi di Esfahan

80- Bordo a vaso fiorito di Tabriz

312

 

81- Motivo ad albero della vita di Baluch

82- Motivo a preghiera con albero della vita di Baluch

313

 

83- Motivo ad anfora di Esfahan

84- Motivo botteh di Qum antico

85- Motivo eslimi di Esfahan

86- Motivo herati di Birjand

314

 

87- Motivo herati di Ferahan antico

88- Motivo herati di Ferahan vecchio

315

 

89- Motivo gol esagonale di turcomanno                                     

316

 

90- Motivo gol ottagonale di Bukhara, Pakistan

91- Motivo a leone e corona di Baluch

317

 

92- Motivo a medaglione Maymay di Nain 6 la

93- Motivo a medaglione di Esfahan

318

 

94- Motivo a medaglione di Kashan vecchio

95- Motivo a medaglione e ghirlanda di Kashmar “Fayaz”

319

 

96- Motivo a medaglione di Tabriz antico

97- Motivo a medaglione di Tabriz “50 Raj”

320

 

98- Motivo naturalistico a “caccia” di Qum vecchio

321

 

99- Motivo a pavone e gallo di Baluch

100- Motivo a 4 pavoni di Baluch poshti

322

 

101- Motivo a pavone di Kashmar “Fayaz”

323

 

102- Motivo a pavone di Srinagar

324

 

103- Motivo a reperti archeologici di Kashmar

325

 

104- Motivo a S, “drago” di Quchan Kurdo

105- Motivo a vaso e albero di Srinagar, India

326

 

106- Motivo a vaso fiorito di Quchan Kurdo

327

 

107- Mappa politica della Repubblica Islamica dell’Iran.

329

 

108- Mappa politica dell’Asia occid.

330

 

109- Mappa politica dell’Asia orien.

331

Quinta parte

Indice analitico

333

 

 

Proprietà Letteraria Riservata Copyright © 2008 Hossein Fayaz Torshizi

 

Copertina morbida - 346 pagine a colori - ISBN 978-88-901614-2-1 - € 25,00 + costo spedizione: € 7,14 (Iva inclusa). 

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Autore: Hossein Fayaz - Editore Fayaz - Stampa e distribuzione: Gruppo Editoriale L'Espresso S.P.A., Roma

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In copertina: Laboratorio Hessari del lavaggio di tappeti persiani nella città di Ray nell’area sud di Teheran (Iran), fotografia di Ennio Vicario, giugno 2000.

            In quarta: Hossein  Fayaz, Foto Polverelli, Morciano di Romagna (Rimini).


[1] È la nicchia che nelle moschee indica la direzione della Mecca, dalla quale il sacerdote (l’Imam) dirige le preghiere quotidiane.

[2] Il greh è la misura lineare iraniana (16 greh = 1 zar); varia da zona a zona, ma mediamente si aggira tra i 6 e i 7 centimetri. In un tappeto Kāshmar il greh vale 6,25 centimetri mentre nella città di Tabriz è di 7 centimetri.

 

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